Il territorio di Bagnaria sino a tutto il 1700 è stato un luogo "di passo" per le lunghe carovane di mulattieri che dalla Liguria attraverso l'Appennino giungevano in terra Padana ed in particolare (dopo 4/5 giorni di cammino) sul mercato di Piacenza. Pur trovandosi su una delle tre più importanti "vie del sale" anzi su quella più breve e più frequentata, Bagnaria, luogo strategico dal punto di vista militare, non ha mai assunto un ruolo altrettanto strategico dal punto di vista commerciale. Bagnaria, nei secoli in cui maggiore è stato il traffico commerciale, è rimasta sempre arroccata sul promontorio così come ancora oggi la vediamo (Bagnaria alta), racchiusa tra spesse mura e decentrata rispetto alla strada che passava laggiù in fondo ai propri piedi, quella stessa strada che saliva a Livelli per poi proseguire verso Sagliano (passando da Altre Case) per dirigersi a Varzi, centro che offriva ampie possibiltà di ristoro per i carovanieri. Ma dai documenti conservati presso l'archivio storico di Milano, scopriamo che non sempre è stato così. E' importante ricordare che nella seconda metà del XIV secolo Bagnaria entra a far parte del Ducato di Milano e che dal 1485, Gian Galeazzo Sforza la infeudò a due potenti famiglie genovesi; prima ai Fieschi e poi ai Doria, a cui rimase legata sino alla seconda metà del XVII secolo. I Fieschi e i Doria erano particolrmente interessati ad estendere i loro commerci, da cui traevano grandi vantaggi, verso la Pianura Padana e Bagnaria, in questa direzione, rappresentava il punto più avanzato dei loro possedimenti. Attorno al 1630, sotto la Signoria del Principe Doria a Bagnaria fu istituito un mercato, grazie anche ad agevolazioni sui pedaggi che facevano confluire prodotti provenienti da Genova (sale, sapone e olio) che venivano scambiati soprattutto con grano proveniente dai territori sottoposti alla giurisdizione degli Sforza. Agli inizi si trattò di scambi di poco conto, ma in breve tempo, prese consistenza un vero e proprio mercato che si teneva il giorno di martedì di ogni settimana. L'iniziativa non piaque agli Sforza che si sentirono subito minacciati nei loro interessi dai Doria ". . . oltre l'averlo cominciato pretendono farlo per l'avvenire, et ne fanno le previsioni" Immediatamente intervenirono (1631) affiché fosse sospesa ogni attività commerciale, come risulta dal documento che di seguito si riporta. Sfuma così per Bagnaria la possibilità di essere al centro di interessi commerciali che avrebbero potuto rappresentare altresì un momento di crescita economica, urbanistica e culturale, con ripercussioni positive nei secoli sucessivi. Abbandoniamo ora la ricostruzione storica di un tentativo non riuscito per tornare a parlare di "mercato" in un periodo però a noi molto più vicino. In questo secolo, nella seconda metà degli anni settanta, l'Amministrazione comunale avverte l'esigenza di intervenire a sostegno dell'attività di frutticoltura (particolarmente attiva sul territorio comunale) promuovendo iniziative volte a favorire la commercializzazione del prodotto. In quel periodo poi, si rendeva necessario un intervento da parte della pubblica amministrazione in quanto, numerosi e improvvisati banchi di vendita venivano allestiti dagli stessi produttori a lato della strada statale, creando non pochi problemi di sicurezza stradale, in particolar modo nei mesi estivi. Nel 1979 viene decisa la costruzione a lato della piazza municipale di un "mercato coperto" per la vendita diretta dei prodotti agricoli, "dal produttore al consumatore" senza più passaggi intermedi, e senza più monopoli dei commercianti. Il mercato viene inaugurato dall'allora Assessore regionale all'agricoltura Ernesto Vercesi il giorno 24 ottobre 1982, un giorno importante per l'economia agricola del comune. Ancora oggi il "mercato coperto" si distingue per la vendita di frutta di stagione e miele.

Per migliorare l'esperienza di navigazione, questo sito potrebbe utilizzare cookies sia propri che di terze parti. Per maggiori informazioni clicca qui.

Continuando la navigazione si accetta di utilizzare i cookies.