La storia di Bagnaria dell'ultimo millennio è raccontata prevalentemente da avvenimenti ad essa estranei, in particolare il paese vive indirettamente le vicende storiche di Tortona, o di famiglie nobili dell'epoca. Non è facile quindi riuscire a ricucire i numerosi frammenti di notizie giunte sino a noi. Una minuziosa ricerca al riguardo è stata fatta dallo storico teologo Mons. Clelio Goggi come risulta pubblicato su “CAMPANE A FESTA” del 24.8.46 (numero unico per i restauri della Chiesa di Bagnaria a seguito degli eventi sismici del 29.6.46) che qui di seguito riportiamo nel testo originale. "Bagnaria sorge sopra uno scoglio che discende dal sovrastante colle e che circondato da dirupi termina nella Staffora che una volta lo lambiva. Questa posizione fu scelta per natural difesa resa più efficace da mura di cui si scorgono ancora le vestigia. ImageSi entra nel paese per un'antica porta che è in basso e che giustamente si conserva: non so se sia iscritta fra i monumenti nazionali; se non la è sarebbe bene vi si iscrivesse. Nella parte superiore esisteva un fortilizio edificato a protezione degli abitanti, con alta torre in gran parte crollata nel terremoto del 1828 avendo subìto rovina per il terremoto avvenuto nella notte del 23 ottobre 1551. Sotto il fortilizio è edificata la Chiesa a protezione delle anime: le vie sono diritte e parallele e le case poste in modo da far la massima economia di spazio. Tutto ciò dimostra che il paese non è un raffazzonamento qualunque, ma che sorse di botto sopra un piano prestabilito. Chi prestabilì questo piano deve essere stato un ingegnere militare. Utile il confronto con Cecima: uguale la topografia. anche lì il paese costruito sopra uno scoglio che termina nel torrente: anche là nella parte superiore il castello e la Chiesa (la Chiesa odierna in basso fu costruita in sostituzione della prima che era in alto). L'unica differenza è che la porta d'ingresso dell'uno in basso, e quello dell'altro in alto. Ciò dimostra che o il paese fu edificato dallo stesso ingegnere, oppure uno fu eretto sulla planimetria dell'altro. Se il paese fu edificato di botto vuol dire che v'era la gente che lo costruìsse e che andò ad abitarlo, e che vi era un capo dirigente di quella popolazione. Dove si trovava quella popolazione? È necessario ricorrere alla toponomastica, cioè al significato del nome. Vogliono alcuni che il nome di Bagnaria derivi da "balneum", in italiano "bagno", che fosse un luogo ove i Romani venivano a prendere i bagni. Ma, in primo luogo, non si trova mai scritto "Balnearia" sibbene Bagnaria; in secondo luogo, Bagnaria non è un Salice; in terzo luogo i Romani non sarebbero venuti fin qui da Iria (Voghera) per prendere i bagni. Per i nativi del luogo bastava la Staffora. È molto più facile che il luogo derivi da "bagnato", cioè sorte di terreno aquitrinoso e soggetto ad inondazioni. Fu detto che il paese antico esistesse ai piedi della collina di fronte, cioè sulla sinistra della Staffora, presso a poco dove sorge la frazione Torretta. E' probabile che lì sorgesse e che la popolazione per causa di sicurezza si sia trasportata nel luogo attuale. Così è avvenuto di Casal Noceto che prima si trovava in altro luogo, e poscia al tempo dei Visconti si trasportò ove al presente; così avvenne per Carbonara che pure fu di botto riedificata al tempo dei Visconti. Dir quando l'antica popolazione, abbandonato l'antico paese, si sia trasportata nel nuovo è difficile dirlo. Certamente nel medioevo, non nell'alto medioevo perché non abbiam memoria di lotte contro i Goti od i Longobardi invasori. Molto probabilmente prima del Barbarossa, perché leggiamo che dopo la distruzione di Tortona, ossia nel 1157, Papa Adriano IV confermò Bagnaria al Vescovo di Tortona, Oberto, ciò viene comprovato dal fatto che in una lite per ragioni di confini con Cecima, nel 1165, fra certo Tedisio e il monastero di S. Salvatore di Pavia, Bagnaria è chiamata corte, ossia paese cintato con Chiesa. Bagnaria si presenta a noi per la prima volta come soggetta alla giurisdizione feudale del Vescovo. Fortuna grande per lei, perché il governo del Vescovo era più mite e più provvido di quello dei conti secolari. Quando Federico Barbarossa assediò Tortona, di cui il capo era il Vescovo, quelli di Bagnaria andarono a difenderla. ImageCome tutti sanno Tortona dovette cedere a causa della sete: successe allora ciò che succede oggi; si cerca di spogliare i vinti! Bagnaria fu tolta al Vescovo. Ma questi da persona energica andò a Roma e se la fece restituire dal Papa. L'imperatore Federico Barbarossa nel 1176 riconciliatosi con Tortona restituì ufficialmente Bagnaria ai Tortonesi, non direttamente al Vescovo sibbene al Comune, di cui il Vescovo era il capo. Il Comune di Tortona seguì anche lui il sistema feudale e diede o confermò il feudo a un ramo Malaspina, che per la sua residenza nel paese prese il nome di Bagnaria. Ecco quanto si legge circa le relazioni tra Bagnaria ed il Comune di Tortona. 1197 - I signori feudatari Tedisio di Bagnaria e suo fratello Sigebaldo facevano atto di sottomissione al Comune di Tortona: 1220 l'Imperatore Federico II, nipote di Federico Barbarossa riconferma la restituzione di suo nonno. Nel 1231 Sigebaldo signore di Bagnaria, nel duomo di Tortona, giurava ubbidienza ai Consoli di Tortona. Benché dipendenti da Tortona, i signori di Bagnaria godevano certe libertà di cui noi non abbiamo idea, fra esse quella di far pace o guerra ad altri: perciò nel 1217 i signori di Bagnaria entrarono per loro conto, in una pace con i Pavesi e con i Piacentini. Nel 1226 i predetti vendettero il luogo al Comune di Tortona affinché lo munisse, ottenendo in cambio, oltre il denaro, alcuni privilegi. Ecco i nomi di alcuni signori di Bagnaria; 1241 Alberico che abitava in città: 1255 Tedisio: 1259 altro Sigebaldo: 1298 Martino che era canonico di Tortona ed Arcidiacono nella Cattedrale di Genova. Sempre continuarono le buone relazioni tra quelli di Bagnaria ed i Tortonesi: nel 1290 avvenne un fatto importante: il Comune di Tortona concedeva la cittadinanza, ossia il diritto di cittadino agli abitanti di Bagnaria e faceva loro altre concessioni e si obbligava a custodire la porta del castello come per lo innanzi: si riservavano però il diritto di eleggere il parroco ed il cappellano del luogo. Dal lungo atto si ricava che il Comune di Tortona possedeva in Bagnaria terre demaniali che aveva dato in affitto parte alla Comunità di Bagnaria e parte a privati. Altre convenzioni si fecero tra i due luoghi nel 1302. Quando i duchi di Milano s'impadronirono del Vogherese e del Tortonese, Bagnaria passò alle loro dipendenze: troviamo che i Visconti avevano infeudato Bagnaria a Bussetti signori di Montebore, di Montemarzino e Avilasca. C'erano allora guerre tra i Guelfi e i Ghibellini: nel 1408 si fece una tregua nella quale entrarono anche i predetti signori. Al tempo degli Sforza, successori dei Visconti, Galeazzo Maria, con atto 16 febbraio 1467, infeudava Bagnaria a Giacomo e Bartolomeo Bussetti. In questo frattempo accadde una rissa in cui fu ucciso un uomo: i rei furono condannati alla morte: essi ricorsero alla duchessa Maria Bianca ed ottennero la grazia. Giovanni Galeazzo Sforza con atto 7 febbraio 1485 concedeva il feudo di Bagnaria a Carlo Fieschi col titolo di Signore. I Fieschi lo tennero fino al tempo di Carlo V, il quale a causa della congiura dei Fieschi, loro lo tolse dandolo ad Andrea Doria (1548) nella cui famiglia rimase fino all'estinzione del feudalesimo, cioè ai tempi di Napoleone (1792).

Eretto poi a Comune, nel 1928 fu aggregato a quello di Varzi.

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