Tra i dilettanti è stato giudicato unanimemente uno tra i più forti corridori ciclisti italiani. Giordano Tambornini, meglio conosciuto con il nome di Ugo, giustamente ricordato come una delle più concrete promesse del ciclismo della prima metà degli anni sessanta. A suo agio su ogni tipo di percorso, era però la salita che faceva la differenza tra lui e i suoi avversari che all'epoca portavano nomi che sarebbero diventati poi famosi in campo professionistico come Motta e Gimondi per citare i più noti.

ImageTambornini Giordano Ugo nato a Bagnaria il 6 giugno 1943 vive la sua giovinezza in loc. Cascine di Casa Galeotti, all'età di 16 anni nella categoria "esordienti" con i colori bianco-celesti del pedale Godiaschese(1) pertecipa alle prime competizioni. Da subito anche senza una preparazione atletica adeguata dimostra di possedere grandi doti fisiche che non tarderanno ad emergere. In terra piacentina e precisamente a Sarmato, nel 1959 la sua prima gara, si parla subito di lui e da subito il suo modo di gareggiare lascia intendere che il ciclismo avrà un nuovo protagonista. Per quasi un decennio Ugo è un leader, l'uomo che in corsa deve essere marcato a vista, a cui bisogna tenere la ruota, almeno sino a quando la strada non comincia a salire, perchè lì, lui aveva proprio una marcia in più. Era la salita il percorso a lui più congeniale ed è sulle strade di montagna che ha colto i successi più prestigiosi. La sua carriera è costellata da numerosissime vittorie, oltre 90 primi posti e altrettanti piazzamenti d'onore a dimostrazione di una presenza quasi costante su ogni traguardo. Già nel 1963, al primo anno di dilettante, la Società professionistica Legnano lo segue con attenzione dopo averlo notato durante una fuga con Felice Gimondi sui tornanti del mitico Ghisallo. Il regolamento prevede però che il passaggio nella categoria professionisti possa avvenire solo dopo il compimento del 21° anno di età. L'anno successivo il 1964 lo vede con i colori della SIS Cavallino Rosso primo su numerosi traguardi, ma è il giro del Sestriere che lo consacra campione della categoria dilettanti davanti a Passuello, Galbo e Bodrero il gota degli scalatori del momento. Il 1964 è anche l'anno delle Olimpiadi e la Federazione Ciclistica Italiana dispone la chiusura dei passaggi tra i professionisti, così la Società sportiva Gelati Sanson, che lo vuole al fianco del varzese Chiappano deve rinunciare. Negli anni successivi, il servizio militare prima e alcuni infortuni poi, non gli impediscono di conseguire altri importanti succesi. La carriera ciclistica di Ugo Tambornini si chiude tra i dilettanti(2) nel 1968. Di lui vogliamo ricordare la generosità atletica, lo spettacolo che ha saputo offrire in ogni gara, con un comportamento indomito e generoso, e non da ultimo l'entusiasmo che ha saputo trasferire a tutti coloro (e non erano pochi) che ogni domenica seguivano le sue imprese.

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