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Un lungo e stretto ponte(1) sul Torrente Staffora collega la frazione con la SS 461 Voghera-Varzi. L'abitato si distende sul lato sinistro del torrente Staffora e si articola in diverse località: Casa Berletta (mt. 371), Casa Meitina o Possione (mt. 346), la Corte (mt. 339), Casa Galeotti Inferiore (mt 363), il Bosco (mt. 375), le Cascine (mt 370), Casa Galeotti Superiore (mt.406). Il nucleo abitativo originario e più antico è senza dubbio costituito da Casa Galeotti Superiore, un gruppo di case ora disabitate, la maggior parte ormai in rovina e dove la tradizione collocava una piccola Cappella campestre (Gesiora), travolta da un movimento franoso nel profondo Rio Scabiassa i cui resti sono ancora visibili. In ordine all'origine del nome, due sono le possibili ipotesi. La prima appartiene alla tradizione; è vox populi che, il nome alla frazione sia stato attribuito a seguito della presenza in questa località di un galeotto fuggito dalle prigioni di Gremiasco e le rovine, ormai quasi totalmente scomparse di una costruzione in muratura nei boschi(2), costituirebbero la prova di quanto rimane della sua abitazione. Non è da escludere però anche l'ipotesi di una derivazione dal nome proprio Galeotius o Galeatius che si ritrova con una certa frequenza in diversi documenti alla fine del medioevo. Secondo il censimento del 1616, a Cà de Galeotti (superiore) risiedevano 2 famiglie, quella di Cristofino de Galeotti e di suo nipote Francesco, per complessive 8 anime, alla Possione una sola famiglia di 7 anime, quella di Agostino Tamborino, a Cà di Berletta 2 famiglie e 6 anime, quelle di Catherina e Agnesina, entrambe vedove, è citata pure Cà di Ruffino dove viveva una famiglia composta da 4 anime. I residenti sono stati sempre particolarmente legati alla piccola chiesa dedicata a S. Antonio da Padova. Non esistono documenti da cui si possa definire esattamente il periodo in cui è stata costruita la chiesa. Presso l'archivio parrocchiale è conservato un antico registro che risale ai primi anni del 1700 (anno 1720) su cui veniva annotata la contabilità dell'Oratorio. Ne consegue pertanto che la costruzione della chiesa deve farsi risalire ad un'epoca precedente a tale data. L'interno dell'Oratorio non presenta decorazioni di particolare pregio, sulle due pareti laterali sono raffigurati, sul lato destro la Madonna della Guardia, mentre sul lato sinistro S. Antonio Abate. All'interno della chiesa è conservata la statua di S. Antonio da Padova che in occasione della festa patronale viene portata in processione in località Casa Duca. (1) Il primo progetto di un ponte sul torrente risale al 2.5.1949 allorché viene affidata al geom. Luigi Tevini la progettazione di una "ponticella" dalla portata di 60 q.li "... tenuto conto che la frazione conta circa 200 anime e che la popolazione è disponibile ad autotassarsi sino alla concorrenza di L. 1.000.000." Il ponte sarà però costruito successivamente. Nel 1954 la ditta Mazza di S. Giuletta ne costruisce una prima parte che si interrompe a metà del torrente perché con il ponte era stata prevista la realizzazione di una vasta opera di bonifica e recupero del greto del torrente per uso agricolo. Successivamente abbandonata l'idea della bonifica, si procedette al prolungamento del manufatto, così come ogge appare.

(2) sulla strada che da casa Galeotti Superiore sale a Castagnola.

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